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Dossier 2013

La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2013 Seconda Edizione Dossier indifesa: una fotografia aggiornata sulle violazioni dei diritti delle minori

La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2013

Seconda Edizione Dossier indifesa: una fotografia aggiornata sulle violazioni dei diritti delle minori

 

India: un milione di bambine perse

Ogni anno in India si “perdono” un milione di bambine. Nei dieci anni tra il 2001 e il 2011 il decremento delle bambine nella fascia 0-6 anni nelle aree rurali è stato tre volte maggiore di quello nelle città, il che proverebbe che il ricorso all’infanticidio è tutt’altro che caduto in disuso, come pure l’aborto selettivo, pratica probabilmente più utilizzata in città. Nell’Asia meridionale, al contrario che nel resto del mondo il tasso di mortalità delle femmine entro i 5 anni è più alto di quello dei maschi. Terre des Hommes nel Tamil Nadu combatte da oltre 15 anni l’infanticidio.

 

Malnutrizione e mortalità materno-infantile

La denutrizione e le patologie ad essa correlata sono ancora responsabili del 45% delle morti di bambini al di sotto dei 5 anni, pari a 3 milioni di decessi ogni anno. Questo enorme numero potrebbe essere fortemente ridotto se le loro madri, sin da bambine potessero accedere a un’adeguata nutrizione. Nel mondo 16 milioni di bambine e adolescenti diventano madri prima che il loro corpo sia pronto alla maternità. L’anemia della madre è fortemente associata a un basso peso del bambino alla nascita. I bambini sottopeso hanno un rischio maggiore di soffrire di stunting (arresto della crescita causato da denutrizione cronica) entro i 2 anni d’età se la madre è sottopeso e non può alimentarli adeguatamente I 165 milioni di bambini che ogni anno soffrono di stunting nel mondo vedono gravemente compromesse le loro capacità cognitive e di sviluppo. Il problema non è solamente “umanitario”: la malnutrizione riduce il progresso economico di una nazione almeno dell’8%.

 

Mutilazioni genitali femminili: 125 milioni di vittime nel mondo

125 milioni di bambine e donne nel mondo hanno subito una forma di mutilazione genitale, la maggioranza quando non aveva ancora compiuto 5 anni. 29 le nazioni (principalmente Africa e Medio Oriente) in cui si concentra il maggior numero di bambine e donne mutilate, in testa Somalia, Egitto, Guinea e Gibuti, dove vengono praticate su oltre il 90% delle bambine. E’ dimostrato che l’istruzione può giocare un ruolo fondamentale nel favorire i cambiamenti sociali; più le madri sono istruite, minori sono i rischi che le loro figlie vengano mutilate. Tra le adolescenti finalmente si registra un calo globale delle MGF. La lotta alle mutilazioni genitali femminili è stata lanciata a livello internazionale nel 1977 da Terre des Hommes, due anni prima dell’OMS.

 

Mancato accesso all’educazione

Le bambine che frequentano la scuola sono ancora troppo poche nel mondo. 68 paesi non hanno ancora raggiunto la parità di genere nell’istruzione elementare, in 60 sono le femmine a essere svantaggiate. Per la scuola secondaria i paesi sono 43. L’esclusione delle bambine e le ragazze dalla scuola ha effetti a lungo termine: dei 775 milioni di adulti analfabeti, 2/3 sono donne. 116 milioni di ragazze dai 15 ai 24 anni nei paesi in via di sviluppo non hanno completato la scuola elementare. Più di un terzo dei fondi spesi da Terre des Hommes è investito in istruzione, per il 54% di bambine.


 

Bambine che lavorano e sfruttamento domestico

Oltre 11 milioni di bambine lavorano come domestiche sfruttate in casa d’altri. Tra di loro, 7,5 milioni sono quelle costrette a lavorare in casa di estranei in condizioni inaccettabili, come vere e proprie schiave domestiche, sottoposte ad ogni tipo di abuso psicologico e fisico.

 

Protezione internazionale per le lavoratrici domestiche

Il 5 settembre 2013 sono entrati in vigore due importanti strumenti di protezione internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori domestici: la Convenzione 189 dell’ILO, accompagnata dalla Raccomandazione 201. Le misure sono volte a proteggere i lavoratori che, a causa della giovane età, della nazionalità o delle condizioni di lavoro, possono essere esposti a rischi aggiuntivi rispetto ai loro pari.

 

Il caso peruviano

In Perù è ancora diffuso il “padrinazgo”, un’istituzione di origine colonica che serviva per avere mano d’opera non remunerata soprattutto da parte di bambini indigeni, che non erano portatori di diritti. Il lavoro domestico è la terza tipologia di attività in cui sono maggiormente coinvolti i bambini lavoratori peruviani e si calcola che occupi almeno 120-150.000 bambini e adolescenti. L’80% sono femmine. Nella sola regione di Cusco si stima ci siano 10.000 bambine sfruttate nelle case. Il Centro Yanapanakusun, finanziato anche da Terre des Hommes, le assiste e mette in pratica azioni di prevenzione della migrazione delle bambine dalle campagne.

 

Le petites bonnes della Mauritania

Provenienti da famiglie poverissime, le ‘servette’ mauritane vengono mandate in città ancora piccolissime a lavorare nelle case, con la speranza che riescano a studiare e a mandare i soldi alla famiglia d’origine. A Nouakchott, Terre des Hommes ha avviato nel 2011 un progetto di assistenza e reinserimento sociale: dopo aver identificato le bambine dai 5 ai 13 anni vittime di sfruttamento, gli operatori si occupano della loro protezione, istruzione, cure mediche, alimentazione e l’iscrizione all’anagrafe. Finora sono stati coinvolti quasi 15.000 genitori e assistite più di 2.500 petites bonnes.

 

Femminicidio: tra le vittime anche bambine e ragazze

In Italia il femminicidio non colpisce solo le donne. Noti i casi di ragazze minorenni uccise dai “fidanzatini”, ma non si devono dimenticare le figlie uccise dai padri o da persone della famiglia. Dal 2000 al 2012 le minorenni vittime di femminicidio sono state 140. Nello stesso periodo il femminicidio familiare ha visto 114 minorenni vittime dei propri parenti.

Nella maggioranza dei casi (94 minorenni tra il 2000 e il 2012) sono figlie uccise da un genitore. Nella prevalenza dei casi (27, pari al 20,1%) si tratta di vittime con meno di un anno di età; consistente risulta anche la quota delle bambine uccise in età prescolare (25 bambine tra uno e 5 anni, pari al 18,7%) e di quelle nella fascia di età successiva (24 bambine tra 6-10 anni, pari al 17,9%), mentre un numero di vittime progressivamente più contenuto riguarda le fasce di età superiore.

 

Violenza, un’emergenza mondiale

Le conseguenze degli abusi si ripercuotono sulla salute mentale e sessuale delle donne, sulle capacità riproduttive e sul rischio di morte e lesioni. Il 30% dei maltrattamenti alle donne ha inizio in gravidanza e 1 donna su 4 è tuttora oggetto di violenza in questa fase della vita. In Italia si stima che oltre 6,7 milioni di donne tra i 16 ed i 70 anni siano state vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri.

 

Reati contro le bambine: la crescita non si ferma

I dati forniti dalle Forze dell’Ordine sui reati commessi e denunciati a danno di minori vedono purtroppo l’ennesimo aumento: 4.946 vittime minorenni del 2011 si è passati alle 5103 del 2012 (3% in più), il 60% di sesso femminile. Preoccupante l’incremento dei reati di atti sessuali con minorenni, il cui numero delle vittime (505) è cresciuto del 204% rispetto all’anno precedente. Il 78% sono bambine e adolescenti. In assoluto l’incremento maggiore si registra nella pornografia minorile: + 370%, a danno di 108 minori, il 69% dei quali femmine.

I maltrattamenti in famiglia sono ancora i reati che mietono maggiori vittime tra i bambini, toccando la cifra record di 1.246 nel 2012, 82 in più del 2011. Com’è comprensibile, questi numeri sono da considerarsi la punta dell’iceberg rispetto alla vera entità dei casi di abuso e maltrattamento.

 

La Convenzione di Istanbul

Prevenire e contrastare tutte le forme di violenza contro le donne: è questo l’obiettivo della Convenzione del Consiglio d’Europa ratificata il 12 giugno 2013 dall’Italia. Ma nel recente decreto legge sul femminicidio non vengono finanziate le attività di prevenzione della violenza e della discriminazione di genere, che pure la Convenzione ritiene prioritarie.

Terre des Hommes ha lanciato l’Appello “Diritti Umani senza frontiere” per chiedere un’estensione della competenza legislativa in materia penale della Unione Europea a tutte le violazioni di diritti umani.

 

Un anno di INDIFESA

Con la Campagna “indifesa”, lanciata in occasione della prima Giornata ONU delle Bambine (11 ottobre 2012) Terre des Hommes ha messo al centro del proprio intervento la promozione dei diritti delle bambine nel mondo, con interventi volti a prevenire e contrastare molte delle forme di violenza e discriminazione che le vedono vittime, ma anche a dare risultati concreti per rompere il ciclo della povertà e offrire migliori opportunità di vita a migliaia di bambine e ragazze. In particolare la Campagna ha permesso di finanziare progetti a favore delle “bambine schiave domestiche” del Perù, delle “spose bambine” del Bangladesh, delle “mamme bambine” della Costa d’Avorio, delle “bambine salvate dall’infanticidio” dell’India.

Rimanendo in campo internazionale Terre des Hommes ha presentato la prima ricerca comparata sulla legislazione contro la violenza su ragazze e donne, realizzata con la collaborazione gratuita dello studio legale Paul Hastings al Consiglio d’Europa e all’ONU.

In Italia, in collaborazione con Soccorso Rosa/Ospedale San Carlo, Terre des Hommes ha avviato incontri di sensibilizzazione e prevenzione della discriminazione di genere nelle scuole secondarie di primo grado (dal titolo: Di Pari Passo) al fine di combattere preconcetti e discriminazioni presenti nei preadolescenti e fornire agli insegnanti e ai genitori degli strumenti efficaci per individuare situazioni di disagio potenzialmente pericolose. Da questa esperienza è nato l’omonimo Manuale per le scuole secondarie di primo grado, disponibile per i tipi di Settenove da metà ottobre 2013.

Lo scorso marzo è stata presentata a Milano l’indagine sulla conoscenza del maltrattamento da parte dei pediatri, in partnership con la Clinica Mangiagalli di Milano/SVSeD da cui risultano evidenti le carenze nella preparazione dei medici e pediatri nel riconoscimento dei maltrattamenti e delle loro capacità di denunciarlo alle autorità competenti. Per colmare questa lacuna sarà presto disponibile un vademecum online.

Download dossier Indifesa 2013

Tutte le infografiche del dossier

Clicca sulle infofografiche per ingrandire

Quante bambine in india da 0 ai 6 anni? Progetto contro l’infanticidio
Mortalità 0-6 anni

Bangladesh: disparità nell’alimentazione India: disparità nell’alimentazione Nutrizione e salute delle madri
Finalmente le MGF sono meno diffuse tra le adolescenti Quante donne sono vitttime delle mutilazioni genitali femminili? Bambini esclusi dalla scuola
Progetto contro lo sfruttamento delle bambine domestiche del Centro Yanapanakusum di Cusco Lavorano come domestici: Lavoro minorile
Schiavi domestici % per fasce d’età e sesso Femminicidi totali e familiari in base alla fascia di età della vittima Distribuzione dei femminicidi filiali in base alla fascia di età della vittima
Reati connessi e denunciati a danno dei minori Violenza sulle donne e sulle ragazze

Comunicati

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L’ indagine pilota di Terre des Hommes e CISMAI dà la prima fotografia dettagliata del fenomeno Sono quasi 100mila i bambini in Italia vittime di maltrattamenti e abusi e più della metà sono femmine. La stima è per la prima volta possibile sulla base di dati omogenei raccolti da Terre des Hommes e CISMAI[1] nell’ambito [...]

Maria Luisa, 13 anni, dal villaggio natale sulle Ande viene mandata a Cusco a lavorare come domestica, nonostante una displasia all’anca che le rende difficoltosi e dolorosi i movimenti. Tra i patti, col padre, c’era che l’avrebbero mandata a scuola. Invece la famiglia dove lavora per 16-18 ore al giorno non la lascia studiare, la [...]

In dieci anni (dal 2001 al 2011) l’India ha perso quasi tre milioni di bambine, uno in più rispetto ai bambini maschi, e adesso ci sono 48 bambine in meno ogni 1.000 bambini maschi rispetto al 1981. Queste le ultime stime ufficiali del servizio di statistica del governo indiano che, nell’ambito di un progressivo calo della popolazione [...]

Nel solo 2011 oltre 1200 ragazze hanno denunciato violenze sessuali, a loro si deve protezione   Terre des Hommes plaude al completamento dell’iter di ratifica con il sì del Senato della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) e mette a disposizione [...]

Terre des Hommes, da tempo impegnata nella protezione delle bambine dalla violenza e discriminazione di genere, in diversi Paesi del mondo così come in Italia, sotto l’ombrello della campagna ‘indifesa’ esprime preoccupazione per la scelta del Governo di non nominare un successore alla Ministra Idem, disponendo, invece, una scomposizione delle sue deleghe in capo a [...]

Testimonial

Chi difende i diritti delle bambine schiave domestiche

Rocco Papaleo

Bianca Guaccero

Lella Costa

Teresa de Sio

Beppe Convertini


Fiammetta Cicogna

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Lina Sastri

Vladimir Luxuria


Anita Torti

Valentina Colombo

Michele Rea


Omar Pedrini

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Eugenio Bennato

Tessa Gelisio

Chiara Maci

Carla Signoris

Elenoire Casalegno

 

Donne al volante

Pietra Montecorvino

Sonia Bergamasco

Aquila rugby

Ornella Vanoni

Mauro Coruzzi

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